mercoledì 29 marzo 2017

Le solite facce!

Ciao a tutti! Oggi vorrei proporvi un articolo un po' diverso dal solito. Uno di quelli che parte da una riflessione e si sviluppa in modi che non ci aspettavamo. La soluzione ce l'abbiamo costantemente sotto gli occhi ma finché non la notiamo, possiamo dire, la ignoriamo.
Tutto parte da una domanda che è stata posta in un gruppo di Facebook:
"Perché nelle rappresentazioni teatrali è facile accettare che lo stesso personaggio venga interpretato da più attori diversi ma nei film o serie TV il pubblico pretende sempre la stessa faccia?". Cerchiamo di capirlo insieme.



La cosa più ovvia che mi viene da dire è che il cinema (o comunque la TV) è un'invenzione relativamente giovane, mentre il teatro conta centinaia e centinaia di anni di storia. Ci sono rappresentazioni teatrali che superano il confine del tempo venendo riproposte ancora ai giorni nostri. Un esempio su tutti sono le opere di Shakespeare, con oltre 400 anni di età. Quindi è normale ed ovvio pensare che in tutti questi anni, per forza di cose, Macbeth o Amleto venissero interpretati da attori diversi, mi sento quasi stupido a doverlo puntualizzare. 
Negli anni più recenti certe opere sono state trasposte in media più moderni, come appunto il cinema, ed effettivamente, per certi personaggi, non si pretende una certa continuità. Chiunque può interpretare il giovane Romeo Montecchi, come ad esempio Leonard Whiting nella versione del 1968 a cura di Franco Zeffirelli oppure Leonardo DiCaprio nella rivisitazione moderna in William Shakespeare's Romeo + Juliet del 1996. Questo perché sono rappresentazioni della stessa opera sotto chiavi di lettura diverse ma, anche se fossero riproposte in versione originale, con gli stessi testi dell'opera teatrale, essendo classici senza tempo, non si ha un'identificazione dei personaggi così marcata come avviene ad esempio con il protagonista di una serie TV.
Questo avviene anche con trasposizioni di opere letterarie che arrivano in TV (o al cinema), i protagonisti dei romanzi non vengono identificati con un attore specifico ma il ruolo può benissimo essere affidato a chiunque. Vedi ad esempio Dracula o Sherlock Holmes. Però, e mi sono collegato alla letteratura per facilitarmi gli esempi, se le opere sono recenti e di conseguenza la trasposizione è stata una sola, il problema si ripresenta. Per tutti Harry Potter, serie di libri iniziata nel 1997, cinematograficamente parlando è solamente Daniel Radcliffe e mi rendo conto che sarebbe veramente molto difficile riproporre la stessa storia con attori diversi. Se dovessero produrre una serie TV basata sulle avventure del maghetto più famoso al mondo per forza di cose sceglierebbero attori nuovi, vista l'età del cast originale, ma sono sicuro che la cosa farebbe storcere il naso non poco ai fan e non.

Ed è proprio parlando di storia recente che vorrei ora focalizzarmi sulla seconda parte di questo articolo. Come dicevo, il cinema e la TV sono invenzioni abbastanza recenti quindi le opere nate su questi media sono, di conseguenza, abbastanza giovani, sempre parlando in modo relativo.
Opere che, a differenza del teatro in cui ogni rappresentazione è unica essendo recitata dal vivo, sono rese immortali dalla registrazione su pellicola. Oggi possiamo vedere un film del 1955 così come è stato registrato, con gli attori dell'epoca. Quindi le serie TV ci hanno abituato a vedere la stessa faccia interpretare lo stesso personaggio per anni e anni, accompagnando la carriera dell'attore magari per la sua intera vita. Certi casi sono più marcati, come ad esempio il signor Spock di Star Trek, che tutti noi identifichiamo con Leonard Nimoy, e nutrendo una certa antipatia innata per Zachary Quinto, che è andato ad interpretare lo stesso personaggio nei recenti reboot cinematografici. Ma magari tra 50 anni sarà normale pensare sia a Nimoy che a Quinto, chissà, essendo entrati in un meccanismo in cui ormai il cinema e la TV non sono più così recenti sarà normale che varie opere vengano rivisitate, come del resto già succede, e che quindi ruoli storici e inconografici siano, nell'immaginario collettivo, identificati con più attori.
Come ad esempio capita con altre serie che ci hanno abituato, negli anni, al cambiamento, come Doctor Who o James Bond, saghe che hanno fatto del rinnovo il loro punto di forza. Film e serie TV che con i loro 50 anni e più di storia è normale che adottassero un cambio di cast per mantenere in vita l'opera che altrimenti si sarebbe conclusa dopo alcuni anni. Che sia l'escamotage della rigenerazione del Dottore o un cambio di attore legato più ad un cambio di registro generale e ammodernamento dell'opera poco conta, certe saghe sono rese immortali e continuative non da uno ma da più attori che vestono i panni dello stesso eroe.


Tirando le somme, quindi, non c'è una regola generale che si possa applicare in modo universale. Come abbiamo visto ci sono casi e casi diversi. Oltre a questi ci sono ulteriori casi in cui la situazione è completamente ribaltata. 
In linea di massima più un opera è vecchia, più si è abituati a vedere lo stesso personaggio interpretato da più attori. Ma, pensandoci, non è del tutto vero. Ad esempio da 17 anni siamo abituati a vedere Hugh Jackman come unico interprete di Wolverine e nello stesso arco di tempo abbiamo avuto ben 3 attori diversi che hanno vestito i panni dell'amichevole Spider-man di quartiere. Si potrebbe quindi rivedere la regola dicendo che più versioni sono state fatte della stessa opera, più si è abituati a vedere un volto diverso. Ma non è sempre così, lo sappiamo bene. 

Perché una cosa è certa, e su questo siamo ben più che vaccinati: Là fuori, davanti ad un monitor ed una tastiera, ci sarà sempre qualcuno pronto a lamentarsi!
Buona notte paperotti, alla prossima!



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