sabato 10 agosto 2019

Men in Black: Eurotrip

Buona estate amici dello Stagno! Come procedono le vacanze? Non avete fatto abbastanza incetta di città europee grazie a Peter Parker (QUI)? Beh, non vi preoccupate, ci pensano anche gli uomini (e donne, ci stanno lavorando) in nero a completare l'itinerario europeo per questa torrida estate con Men in Black International.


Un rilancio del brand che sinceramente non mi aspettavo e che è stato, senza alcun dubbio, molto gradito per quel che mi riguarda. Per i pochi che non si trovavano sulla Terra tra la fine degli anni 90 e i primi anni del 2000, ricordiamo velocemente i primi tre film della saga che vedevano la coppia formata dal veterano K (Tommy Lee Jones) e il nuovo arrivato J (Will Smith) affrontare minacce aliene per difendere il nostro pianeta.
Men in Black, uscito nel 1997 e basato sull'omonimo fumetto, presentava a livello mondiale l'universo narrativo creato da Lowell Cunningham, riscuotendo un notevole successo. Questa prima pellicola ci mostra come l'agente J viene arruolato nei Men in Black su volere dell'agente K che vede del potenziale in lui. Ed è proprio attraverso gli occhi di J che scopriamo che il nostro pianeta è "invaso" dagli alieni già da moltissimo tempo ed è proprio lo scopo dell'organizzazione segreta riuscire a tenere tutto segreto, autosostenendosi sfruttando la tecnologia aliena. Uno dei film fondamentali per tutti gli amanti della fantascienza e uno dei primi che tratta certi argomenti in modo scanzonato e comico ma mai ridicolo, sicuramente consigliatissimo.
In Men in Black II del 2002, invece i ruoli sono invertiti ed è divertente vedere come l'agente J debba reclutare l'agente K andato in pensione sul finale del film precedente, essendo l'unico a conoscenza di informazioni preziose per scongiurare l'ennesima minaccia aliena. Pellicola sicuramente divertente ma che non riesce, a mio avviso, a replicare l'epicità del primo capitolo.
Dieci anni dopo, gli uomini in nero, tornano con una nuova pellicola Men in Black 3, in cui oltre alle classiche minacce aliene vengono introdotti i viaggi nel tempo, secondo me per poter continuare ad avere la classica e collaudata coppia J e K facendo interpretare a Josh Brolin la versione giovane degli anni 60 di Tommy Lee Jones. Un film che fa il suo dovere e che riesce, dopo 15 anni dal primo film, a ridare lustro alla saga grazie anche alle magnifiche interpretazioni del sempre splendido Will Smith e alla new entry Josh Brolin.



E arriviamo quindi ai giorni nostri col il primo film della saga senza la coppia storica di agenti in nero. In questo spin-off ci viene presentata una nuova coppia di agenti, formata da quelli che io chiamo Team Asgard, del resto abbiamo Chris Hemsworth (Thor) nei panni del pluridecorato agente H e Tessa Thompson (Valchiria) nella novellina agente M.
La trama di base è molto semplice e per quanto sia completamente diversa dal primo capitolo del 1997 ne ricalca un po' le dinamiche. M a differenza di J non viene arruolata per volontà dell'organizzazione ma è lei stessa ad infiltrarsi nel quartier generale di New York dopo che per tutta la vita ha indagato sui misteriosi uomini in nero che cancellarono la memoria ai genitori quando lei era ancora una bambina. Presa sotto l'ala protettiva dell'agente O (Emma Thompson che riprende il ruolo già avuto in MIB3) viene inviata alla sezione europea di Londra sotto il comando dell'agente High T (Liam Neeson) per un tirocinio di prova. Proprio come con J, potremo vedere attraverso gli occhi di M le meraviglie aliene che "invadono" il nostro pianeta e quando la stessa M verrà trascinata in missione dall'agente H senza un ordine ufficiale di un superiore, la catena di eventi si metterà in moto regalandoci un folle viaggio tra alcune delle più belle location europee e non.

Come ogni Men in Black che si rispetti anche International è farcito di razze aliene pacifiche che popolano il nostro pianeta sotto copertura che scopriremo insieme all'agente M in continuo tripudio di stupore e meraviglia. E sempre rispettando i canoni della serie, abbiamo anche folli armi aliene che verranno usate contro i cattivoni di turno che in questo caso sono una specie mutaforma che ingaggerà un inseguimento alternato con i nostri eroi in città come Londra, Parigi, Marrakech e Napoli (sede di noti trafficanti d'armi intergalattici, chi l'avrebbe mai detto). Il tutto fino ad un finale inaspettato che riuscirà a far notare M tra gli alti ranghi dell'agenzia confermando il suo status di agente e riabilitando la sezione di Londra, da tempo compromessa.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori, se proprio devo trovare un difetto questo risponde al nome di Pedino, un piccolo alieno di una specie che rispecchia il gioco degli scacchi (e già qui) che, nonostante si riveli fondamentale per la vittoria finale, l'ho trovato solamente un elemento fastidioso e poco sensato anche in un contesto fantascientifico come quello di Men in Black.
Un'altra cosa che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca è la mancanza di un cameo degli agenti originali, soprattutto Will Smith, colonna portante dell'intero franchise. L'unico richiamo è un quadro nell'ufficio di High T che ritrae J e K in un combattimento contro la piattola aliena del primo film.


In conclusione, sebbene il film sia aspramente criticato come va di moda fare con ogni nuovo capitolo di un brand storico, devo dire che l'ho trovato godibile sotto diversi punti di vista e, al contrario di quanto dice la massa, è un degno portavoce dell'eredità lasciata dagli agenti J e K. Spero che in futuro ci possano essere altre occasioni per vedere in azione gli agenti H e M.
A me non resta che salutarvi, quindi ciao! Alla prossima!

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