martedì 26 settembre 2017

Fletto i muscoli e sono nel vuoto! Rat-Man

Non ci capita spesso di parlare di fumetti italiani qui nello Stagno ma quando abbiamo di fronte un colosso del genere nostrano non possiamo rimanere indifferenti. Qualche giorno fa è uscito l'ultimo numero di Rat-Man e ci sembrava giusto dare anche il nostro degno saluto a questo supereroe Made in Italy.



Era il lontano 1997 quando il me medesimo più giovane frequentava le scuole superiori e muoveva i primi passi dentro quei posti bui e polverosi conosciuti come fumetterie (dei miei primi passi ne avevo già parlato anche QUI). Un bel pomeriggio primaverile la mia attenzione fu catturata dall'amichevole ragno di quartiere che, disegnato in maniera insolita, era in compagnia di quello che a tutti gli effetti sembrava la caricatura di un supereroe.
Lo prendo, lo sfoglio, lo porto a casa (pagando eh) e fu subito amore.
Non era la prima volta che mi imbattevo in grotteschi esperimenti di supereroi creati da matite italiane ma tutti quanti avevano un'aura da "vorrei ma non posso", cercavano di darsi un tono per provare ad essere all'altezza dei colleghi americani. Rat-Man era (è) diverso. Lui sapeva di non essere al livello! E quindi? Quindi, come spesso accade anche nella vita reale quando si è consapevoli di essere brutti, si punta tutto sulla simpatia. E che simpatia!!!
Quella di Rat-Man è divertente, contagiosa, fresca e sempre attuale. Ancora ricordo le risate che mi facevo in treno mentre andavo o tornavo da scuola o mentre ero in cameretta e chiamavo mia sorella per farle vedere una vignetta che faceva scompisciare. Perché con Rat-Man funziona così, non si ha bisogno di una contesto, anche solo un'unica vignetta può farti morire dalle risate. L'operazione della Marvel Italia, all'epoca era quella di affiancare Rat-Man ad un supereroe americano in avventure tragicomiche. Oltre all'Uomo Ragno, che aprì le danze, ci furono il Dottor Destino, Wolverine e molti altri, finchè, una volta conquistato il pubblico, poté continuare da solo la sua avventura editoriale.

Il primo numero conteneva anche, ovviamente, le origini del supereroe della Città Senza Nome, storia che era palesemente una parodia delle origini di Batman e proprio come il cavaliere oscuro difensore di Gotham City, anche Rat-Man aveva un maggiordomo, Arcibaldo, dei contatti all'interno della polizia, il Capitano Krik e l'ispettore Brakko e ovviamente un nemico vestito da clown, il Buffone. Questi, accompagnati da altri folcloristici personaggi, come Cinzia, il transessuale innamorato/a di Rat-Man o Valker, sua nemesi con un grosso segreto da svelare o ancora l'insostituibile Piccettino, l'orsetto di peluche, avrebbero popolato le numerosissime avventure del nostro improbabile eroe, prestandosi, all'occasione, anche ad interpretare svariati personaggi diversi.
Si, perché l'universo di Rat-Man si prestava benissimo alle parodie e quel genio di Leo Ortolani ha saputo sfruttare le mode del momento per confezionare delle storie davvero epiche riutilizzando ad arte i personaggi dell'universo di Rat-Man.

Star Rats, parodia di Star Wars in salsa Rat-Man

Il Signore dei Ratti, parodia de Il Signore degli Anelli in salsa Rat-Man

...e tanti tanti altri!

E ora siamo qui, con tra le mani il numero 122 che segna la parola FINE di questa testata che ci ha accompagnato per 20 anni e insieme a cui siamo cresciuti. Magari non abbiamo comprato ogni singolo volumetto uscito (colpevole) ma sicuramente avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore. Cari paperotti e care paperette, a volte è proprio bello perdersi nei ricordi grazie anche a questi cimeli di carta. Anche per oggi è tutto, ci vediamo alla prossima 
occasione! Fletto i muscoli e sono nel vuoto!


Addio Rat-Man! Anzi, arrivederci e grazie!





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