"Everyday, we change the world, but to change the world in a way that means anything, that takes more time than most people have. It never happens all at once. It’s slow. It’s methodical. It is exhausting. We don’t all have the stomach for it".
Cambiare il mondo sembrerebbe essere una cosa che tutti vorremmo fare.
Desideriamo che vengano eliminate le disparità tra le classi sociali, che tutti trovino un lavoro dignitoso per il quale siano qualificati, che i prezzi di beni e servizi siano adeguati al nostro tenore di vita. Alcuni vorrebbero persino che tutti smettessero di mangiare gli animali. Per altri sarebbe sufficiente la pace in ogni angolo del pianeta.
Il problema è: come potremmo mai realizzare tutte queste nobili ambizioni? Se non abbiamo il privilegio di essere dei personaggi influenti della società, e anche per loro è estremamente difficile cambiare i costrutti sociali preesistenti, come possiamo anche soltanto pensare di dare un impatto decisivo, una vera e propria svolta agli eventi? Ed è qui che entra in gioco la tecnologia.






